Riportiamo integralmente la lettera redatta dal nostro Coordinatore Scientifico e destinata a tutti i membri passati, presenti e futuri della Consulta.

 

Cari Amici e Colleghi,

di acqua sotto i ponti ne è passata da quando, nel giugno 2010, tre giovani specializzandi decisero di dar vita a quella che oggi è la Consulta che tutti Voi conoscete e avete modo di frequentare.

Era un progetto apparentemente semplice da realizzare, perché avrebbe dovuto intercettare il favore di tutti; invece, non appena giunti faccia a faccia con le Sovrastrutture esistenti, desiderose di evitare non solo la “libera circolazione” dei giovani tra le diverse Università ma anche il mero “passaggio di informazioni” tra singole Scuole, ci rendemmo conto che era un’idea più ambiziosa e visionaria di quanto inizialmente immaginato e, per certi versi, sperato.

Beh, la fatica è stata tanta, le ripercussioni personali anche, ma quello che più conta e che fa si che ne sia valsa la pena è vedere che l’obiettivo è stato raggiunto: quasi 400 Colleghi (vale a dire la pressoché totalità dei giovani Medici Legali in formazione o da poco formati) che individuano nella Consulta un punto di aggregazione, che si conoscono tra loro, che scambiano idee e progetti, che crescono professionalmente, culturalmente e scientificamente.

Aver superato alcune logiche figlie di un passato – più o meno recente – che ha spaccato, ad oggi ancora irreversibilmente, la Nostra Disciplina, l’aver visto riconosciuti il nostro impegno ed essere costantemente ricercati per ottenere il nostro contribuito agli eventi nazionali del settore sono la prova che qualcosa di buono (oltre che, a mio modesto parere, assolutamente necessario) è stato fatto.

Abbiamo, infatti, colmato un vuoto e creato una rete che vedrà, solo nel medio-lungo periodo, la realizzazione del risultato più importante: quello di aver dato vita ad una generazione di Medici Legali che nasce con sani principi, nel rispetto dei Colleghi, professionalmente capace e umanamente dotata (elemento, quest’ultimo, non di poco conto).

Ciò premesso, come tutte le fasi della vita deve necessariamente esistere un inizio ed una fine. La fine si verifica talora per una brusca rottura, qualche volta per una lunga agonia, altre ancora dopo che un ciclo si ritiene concluso… in alcune occasioni rappresenta un vero e proprio addio ed in altre un semplice arrivederci.

In questo caso è arrivato il momento, dopo quello del collega e “fratello acquisito” Andrea Calbi, che anche il sottoscritto lasci spazio alle nuove leve.

Lo faccio con la gioia di aver visto crescere e rafforzarsi, in questi 7 anni, la Consulta.

Lo faccio perché si è recentemente formalizzato il mio passaggio “dall’altra parte”, dalla parte dei docenti. Un traguardo, quello personale, che vuole e deve solo il primo di una lunga serie di successi che auspico verificarsi anche per molti, se non tutti, Voi. D’altronde credo fermamente che lo step successivo del percorso sinora effettuato dalla Consulta sia quello di importare certi valori, con i nostri sani principi, all’interno del Sistema… perché il Sistema – ahinoi – lo si cambia realmente solo dall’interno. Non sarà facile, perché se già da fuori siamo stati scioccamente temuti (non comprendendo la nostra vera mission), gli ostacoli che si frappongono a chi intende migliorare il Sistema sono, dentro lo stesso, davvero complicati.
Basti pensare all’esito della prima tornata delle nuove abilitazioni, dove i giovani sono stati tutti spazzati via, in alcuni casi contestando una non sufficiente maturità accademica, in altri evidenziando una presunta mancata documentazione di progetti e collaborazioni a livello nazionale (che, per chi collabora costantemente con pressoché tutte le sedi di Medicina Legale italiane, rappresenta un pretesto davvero inaccettabile, per non dire offensivo).

Lo faccio a 34 anni, da Ricercatore, perché da un lato non voglio che uno Statuto venga cambiato per consentire la permanenza di qualcuno in una carica (cosa, purtroppo, molto comune in Italia quale usanza sempre mal tollerata dal sottoscritto) e, dall’altro, perché serve che nuovi Colleghi più giovani assumano responsabilità e possano portare avanti, con continuità, il lavoro dei predecessori.

Lo faccio non prima di alcuni ringraziamenti, assai lontani dall’essere formali perché – al contrario – provenienti dal cuore:

Grazie a Francesca, che mi accompagna e supporta in ogni mio passo, donandomi un indescrivibile amore.
Grazie al già citato Past-President Andrea Calbi, persona di una bontà sconfinata, amico sincero e onnipresente, non a caso al fianco di Francesca e mio nel giorno più importante ed emozionante della nostra vita.
Grazie ad Alessandro Feola, Francesco Randazzo e Stefania Fornaro per aver vissuto insieme un doppio mandato pieno di successi ed aver instaurato un’amicizia profonda che va ben oltre i confini “MED/43”.
Grazie a Fabio Castrica per aver “portato la croce” nel momento più difficile dell’avvio del nostro percorso e la saggezza dimostrata.
Grazie ai 14 Referenti che hanno consentito di istituire formalmente, nel dicembre 2011, la Consulta sottoscrivendo l’Atto di Costituzione, poi registrato nell’Aprile 2012 presso l’Agenzia delle Entrate.
Grazie a Gianluca Landi, Matteo Bolcato, Alberto Amadasi, Stefano Crenna e Andrea De Nicolò per aver dato nuova e straordinaria linfa alla macchina organizzativa della Consulta.
Grazie alla mia Sede, Genova, ed in particolare a Camilla Tettamanti per essermi stata sempre vicina ed aver rappresentato il migliore successore che potessi desiderare.
Grazie alla Sede di Pavia, ricca di persone davvero speciali e con la quale ho il piacere di condividere spesso momenti lavorativi e non solo.
Grazie a Valeria Marino, Costanza Ventrucci, Federica Conforti, Laura Panata, Giacomo Gualtieri, Gabriele Margiotta, Silvia Zoppis e tutti coloro con cui si è creato nel tempo un particolare affiatamento.
Grazie alle Sedi napoletane, sempre molto attive e foriere di entusiasmo e affetto… un abbraccio particolare ad Elia.
Grazie alla Sede di Torino, con cui abbiamo condiviso anche un temporaneo gemellaggio accademico oltre alle esperienze congressuali in giro per il Mondo.
Grazie alla Sede di Ferrara, ove ho trovato sia persone con cui mi sono scontrato ma che hanno rappresentato un momento di confronto e crescita, sia persone con cui abbiamo legato da subito… una, in particolare, cui sono molto affezionato.
Grazie alla Sede di Bari, che mi ha ospitato per tre anni della mia vita facendomi sentire a casa.
Grazie alla Sedi siciliane e sarde che, nonostante, le difficoltà logistiche hanno partecipato attivamente agli incontri della Consulta.
Grazie, infine, a tutti coloro non espressamente citati ma che fanno ugualmente parte di quella rete di amicizie e di rapporti professionali che ci uniscono.

Lo faccio con la consapevolezza che la Summer School di inizio ottobre (fino alla quale ricoprirò la carica di Coordinatore Scientifico, così come richiestomi dal Direttivo) sarà l’occasione per rivedere tutti Voi e brindare insieme ai traguardi raggiunti e progettando un futuro per la nostra amata Disciplina.

Ciò premesso, non mi rimane che dirvi Ad maiora Amici e Colleghi,

restate quello che siete e monitorate affinché il sottoscritto e gli altri che entreranno nel Sistema non si facciano travolgere dallo stesso. Se riusciremo, infatti, in questo intento, isolando – come già abbiamo fatto – quegli elementi (per fortuna pochissimi) che incarnano il peggio che un Professionista possa rappresentare, io penso che il futuro di tutti Noi sarà roseo, consentendoci di vivere in un settore disciplinare di qualità, rispettato, importante e coeso, ove operare sarà un piacere.

Con affetto,

Vi abbraccio

Il Vostro Coordinatore Scientifico
Alessandro